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Ricostruzione Completa Anca in Pazienti con Paralisi Cerebrale Infantile

18 Gen 2019 Ricerca

Ricostruzione Completa Anca in Pazienti con Paralisi Cerebrale Infantile

I risultati di una ricerca effettuata dal prof. Nicola Portinaro e dal suo team in Humanitas

Nell’ambito del 103° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, tenutosi a Bari dal 9 al 12 Novembre 2018, il professor Nicola Portinaro ha presentato i risultati di una ricerca da lui condotta presso l’Humanitas Research Hospital sulla ricostruzione completa dell’anca per il trattamento della lussazione nei pazienti affetti da paralisi cerebrale infantile.

Lo scopo del lavoro è stato quello di valutare i risultati della ricostruzione dell’anca come trattamento chirurgico per la lussazione dell’anca nei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile.

La tecnica utilizzata è quella di ridirezionare le ossa del femore e del bacino dopo averle sezionate, per far si che l’articolazione dell’anca sia di nuovo di forma e funzione normale.

Lo studio, presentato dal Professor Portinaro nell’ambito del Congresso, riguarda 66 pazienti di cui 45 maschi e 21 femmine con lussazione mono o bilaterale dell’anca. Gli interventi sono stati effettuati su un totale di 74 anche tra il gennaio 2007 e il dicembre 2015.

L’età media dei pazienti era di circa 10 anni e i follow-up sono stati effettuati nell’arco dei 37 mesi successivi.

I pazienti sono stati sottoposti a studio radiografico preoperatorio e poi a 6 e 12 mesi, e successivamente ogni anno.

I pazienti sono stati anche classificati in base al Sistema di Classificazione della Funzione Grosso Motoria (GMFCS) che indica la maggiore o minore autonomia nei movimenti da parte di pazienti affetti da Paralisi Cerebrale Infantile, quali le limitazioni funzionali e la necessità di dover utilizzare dispositivi mobili  (come deambulatori, stampelle o carrozzina). Rispetto alla scala da I a V, dove I indica la capacità di cammino senza limitazioni e V la necessità di essere trasportati con una carrozzina manuale, i pazienti sottoposti a intervento erano così suddivisi:

II 5 pazienti (7.58%)

III 13 pazienti (19.70%)

IV 19 pazienti (28.79%)

V 29 pazienti (43.94%).

Gli interventi vengono effettuati da una equipe multidisciplinare e da un team molto affiatato: infatti si tratta di interventi molto grossi nel campo dell’ortopedia pediatrica.

Dei 66 interventi eseguiti, 58 sono stati effettuati unilateralmente e 8 bilateralmente su entrambe le anche.

I risultati del nostro studio dimostrano che questo intervento consente un miglioramento della conformazione delle anche e inoltre un miglioramento funzionale del paziente: dell’igiene personale in 61 pazienti (oltre il 90%);  della seduta in 54 pazienti (oltre l’80%) e 3 pazienti hanno persino raggiunto un upgrade del loro indice GMFCS: 2 sono passati dal livello IV al livello II e uno dal livello III al livello II.

Si tratta del primo studio effettuato su un numero statisticamente significativo di pazienti affetti da PCI e operati con questa tecnica e i risultati hanno dimostrato che questa tipologia di intervento chirurgico può permettere a questi pazienti di ottenere significativi miglioramenti nelle loro attività quotidiane, nella postura e nella deambulazione.

I rischi e le complicanze sono sempre presenti quando ci si sottopone a chirurgia, ma come è stato dimostrato in questo lavoro, si tratta di casi limitati e non gravi, a fronte degli importanti risultati che si possono ottenere in termini di miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da PCI.

Per maggiori informazioni contattate il prof. Portinaro o chiedete un suo Parere medico online.

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